
Nuotare nel Mar Mediterraneo e esplorare la costa
Il litorale mediterraneo è protetto, sviluppato, vario e ben curato! Potete approfittare delle ampie spiagge di sabbia fine da Espiguette a Grau du Roi, dei ciottoli multicolori da Maguelone a Palavas o delle piccole conchiglie da Les Aresquiers a Sète: a voi la scelta di godere dei piaceri del mare per uno, due o più giorni, rientrando la sera nel verde calmo e fresco delle Cevennes
Da est a ovest:

Grau-du-Roi
Grau-du-Roi
- Geografia:
Il centro della città, costruito intorno al canale che collega i laghi (e Aigues-Mortes) al mare, conserva ancora il suo carattere tradizionale
Più a est, oltre Port Camargue, si trova il magnifico sito naturale dell’Espiguette, un’immensa spiaggia lunga 11 km, delimitata da dune e piantata di pini a ombrello
- Parte della sua storia:
Grau-du-Roi deve la sua definizione all’epoca delle Crociate. All’epoca, il comune di Aigues-Mortes era un porto reale, anche se il mare non arrivava mai ai piedi dei suoi bastioni. Le navi partivano da un canale scavato attraverso gli stagni fino al mare. Dal 1724, il porto di Grau è collegato ad Aigues-Mortes da un canale lungo sei chilometri
Il termine “grau” è una parola della Linguadoca che deriva dal latino “gradus”: passaggio, movimento di un fiume. Sulla costa della Linguadoca, è un canale che collega uno stagno o una laguna costiera al mare. Le Grau-du-Roi si trova alla foce del canale che porta ad Aigues-Mortes
Fu alla fine del XVI secolo che il Rodano, entrando come torrente nelle acque di Repausset, aprì il grau che ci interessa, in una località chiamata Consac de Gagne Petit
Questo segnò l’inizio di una lunga serie di lavori per mantenere questa apertura verso il mare al fine di preservare la navigazione nel porto di Aigues-Mortes. Nel 1727 furono costruiti due frangiflutti in ciottoli che si estendevano nella laguna di Repausset: questo canale, rettificato nel 1845, è l’attuale canale tra Le Grau-du-Roi e Aigues-Mortes. Il faro di Espiguette fu costruito nel 1869
Nel corso degli anni, edifici amministrativi, capanne e case hanno gettato le basi di un villaggio di pescatori. Inizialmente sezione del comune di Aigues-Mortes nel 1867, Le Grau-du-Roi ottenne l’autonomia nel 1879
Nel 1900, Le Grau-du-Roi era ancora un villaggio molto modesto con poco più di mille abitanti. Il turismo era ancora agli inizi, anche se i bagni di mare erano diventati sempre più popolari a partire dal XIX secolo. Queste immersioni erano ancora viste soprattutto come trattamenti medici e gli istituti sorti sulle spiagge si rivolgevano principalmente ai poveri. Ma le autorità e gli abitanti del luogo si resero conto che la loro ricchezza si trovava lì, su quelle spiagge di sabbia fine, tra mare e sole
Il prolungamento della linea ferroviaria Nîmes-Aigues-Mortes fu una boccata d’aria fresca: i bagnanti arrivarono a frotte e i prodotti locali, come il pesce e l’uva bianca, furono finalmente spediti sui mercati nazionali
Fonte del testo: grazie a Wikipedia! 🙂
Aigues-Mortes, i suoi bastioni, le saline e la torre di Constance
Aigues-Mortes, i suoi bastioni, le saline e la torre di Constance
Geografia (secondo Wikipedia):
Su strada, Aigues-Mortes dista circa 35 km da Nîmes (Prefettura del Gard) e 30 km da Montpellier (Hérault). In linea d’aria: 32,5 km da Nîmes e 26 km da Montpellier
Il territorio locale comprende parte della pianura umida e degli stagni della Petite Camargue. È separata dal Golfo del Leone (Mar Mediterraneo) dal comune di Le Grau-du-Roi. Aigues-Mortes, tuttavia, è collegata al mare dal canale di Grau-du-Roi.
I comuni di Saint-Laurent-d’Aigouze e Le Grau-du-Roi confinano con Aigues-Mortes. I suoi abitanti sono chiamati Aigues-Mortais e Aigues-Mortaises
- La sua storia:
Gli abitanti si guadagnavano da vivere con la pesca, la caccia e la fabbricazione del sale prodotto in diverse piccole saline in riva al mare. La regione era sotto il dominio dei monaci dell’Abbazia di Psalmodie
Nel 1240, Luigi IX si interessò alla posizione strategica che questo luogo rappresentava per il suo regno: ottenere l’accesso a un porto indipendente per la “spedizione crociata”. Voleva accedere al Mar Mediterraneo. Ottenne la città e i terreni circostanti dai monaci dell’abbazia attraverso uno scambio di proprietà. Beneficia anche delle gabelle, una tassa sulla produzione del sale. Costruì una strada tra le paludi e la Torre della Carbonnière, per fungere da torre di guardia e proteggere l’accesso alla città. Poi costruì la Torre di Costanza per ospitare la sua guarnigione. Nel 1272, il figlio e successore di Luigi IX ? Philippe le Hardi, ordinò la costruzione di una cinta muraria intorno alla città. I lavori furono completati solo 30 anni dopo
Da qui Luigi IX partì due volte per le crociate: la settima crociata nel 1248 e l’ottava crociata nel 1270 a Tunisi, dove si dice sia morto di peste
Per molti storici, il 1270 viene erroneamente considerato come la fase finale di un processo iniziato alla fine dell’XI secolo. Si tratta di una valutazione affrettata, poiché il trasferimento di crociati e mercenari dal porto di Aigues-Mortes continuò. L’ordine dato nel 1275 al cavaliere Guillaume de Roussillon da Filippo III il Temerario e da Papa Gregorio X dopo il Concilio di Lione del 1274, a titolo di rinforzo per Saint-Jean d’Acre in Oriente, dimostra che l’attività marittima continuava in quella zona in vista di una nona crociata, che non ebbe mai luogo (ordinanza di Guillaume de Roussillon nel 1275) – (Roger La Noblesse de France aux Croisades p 158; C. Rollat L’Affaire Guillaume de Roussillon nella Tragedia Templare del Pilat a Aigues Mortes 1274/1312). Da questo fatto storico (del 1270) nasce la credenza popolare che il mare raggiungesse Aigues-Mortes in quel periodo. In realtà, come confermano gli studi dell’ingegnere Charles Léon Dombre, l’intero porto di Aigues-Mortes comprendeva il porto stesso, che si trovava nello stagno della Marette, il Canal-Viel e il Grau-Louis, di cui il Canal-Viel era il canale di accesso al mare. Oggi La Grande-Motte è costruita all’incirca sul Grau-Louis
Durante la Rivoluzione francese, la città era nota come Port-Pelletier
Il 16 agosto 1893 fu teatro di un conflitto tra operai italiani e francesi della salina di Peccais, che degenerò: otto o nove operai italiani furono uccisi e tra i 49 e i cento operai (tra cui quattro francesi) furono feriti da una folla incoraggiata dal sindaco, Marius Terras. Non fu emessa alcuna sentenza
Palavas-les-Flots
Palavas-les-Flots
Situata su una striscia di terra tra il Mar Mediterraneo da un lato e gli stagni selvaggi dall’altro, Palavas-les-Flots trae la sua identità da oltre tre secoli di storia. In una zona costiera che negli ultimi decenni ha subito grandi sconvolgimenti a causa dello sviluppo del turismo, la località ha un carattere molto particolare
La cattedrale romanica fortificata di Maguelone: a quattro chilometri da Palavas-les-Flots, su un’isola ora collegata alla terraferma da una spiaggia di sbarramento, si erge l’imponente mole della cattedrale di Maguelone, uno dei siti cristiani più alti della Linguadoca mediterranea
Un sito eccezionale!
La tenuta di Maguelone si trova in una zona costiera protetta. La cattedrale troneggia nel cuore di un’isola verde circondata da vigneti e stagni, proprio accanto alla spiaggia
Monumento romanico (XII-XIII secolo) di grande purezza, distrutta e ricostruita più volte, la cattedrale è stata sede vescovile per mille anni, dal VI al XVI secolo
- Per i vostri bambini: scoprite Palavas con il trenino 🙂
Il canale e le banchine, l’ingresso della città, il porto turistico, il lungomare fino all’inizio di Avenue Saint-Maurice, poi ritorno al punto di partenza – Durata: 30 minuti - Magnifica vista panoramica dal faro girevole che domina la città
- Passeggiate e circuiti, a piedi o in bicicletta:
Le passeggiate sono proposte tutto l’anno e le guide topografiche sono disponibili presso l’Office Municipal du Tourisme. Tre percorsi di dieci chilometri vi permetteranno di scoprire il patrimonio della laguna: fauna, flora, piccole storie… mentre passeggiate
Richiedete il programma all’Ufficio municipale del turismo: Place de la Méditerranée, 34250 Palavas-les-Flots
Telefono: +33 (0)4 67 07 73 34
Fax: +33 (0)4 67 07 73 58
Fonte: Comune di Palavas-les-Flots e Maguelone
Palavas-les-Flots: sole e divertimento tutto l’anno – 7 chilometri di spiagge di sabbia fine
Nel 1743, la costruzione della ridotta di Ballestras portò alla creazione di questo villaggio di pescatori. Il sito originario ospita oggi il museo dell’umorismo Albert DUBOUT. Questo famoso vignettista scoprì Palavas-les-Flots nel 1922 e si affezionò subito alle sue tradizioni, ai suoi pescatori, alle sue spiagge e al suo trenino a vapore. Albert DUBOUT ha trasformato il suo stile incisivo in vignette deliziosamente dettagliate che hanno strappato una lacrima di riso a più di un occhio
Palavas-les-Flots ha dimostrato di guardare anche al futuro, grazie soprattutto alla sorprendente struttura del “Phare de la Méditerranée”. Questa ex torre dell’acqua, situata nel cuore del villaggio, è stata trasformata in un centro congressi, un ufficio turistico, una piattaforma di osservazione e, in cima, un ristorante panoramico rotante alto 65 metri. Questa struttura è unica nella regione e il faro permette alla luce di Palavas-les-Flots di risplendere su una distanza molto lunga
Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.00
Sète
Sète
Geografia:
Sète è un porto di pesca e centro amministrativo del Cantone di Sète, delimitato dal Mar Mediterraneo e dall’Etang de Thau. Fino al 1927, il suo nome era scritto “Cette”. Georges Brassens evoca questo cambiamento di nome nella sua canzone Jeanne Martin
Etimologicamente, si pensa che il nome “Cette” abbia la stessa origine di “Ceuta” (città spagnola racchiusa dal territorio marocchino), cioè “balena” (cetus in latino e kêtos in greco), dato che la forma del Mont Saint-Clair ricorda l’animale agli occhi dei marinai. Un’altra ipotesi è che il nome derivi dalla parola pre-indoeuropea “set”, che significa montagna
Sète è soprannominata “l’île singulière” o “l’isola blu”
Fonte del testo: grazie Wikipedia! 🙂